I FONDAMENTI DELLA COMUNICAZIONE

Ogni vero leader deve possedere capacità comunicative sia per trasmettere ai collaboratori la propria Vision sia per comprendere la realtà che lo circonda. Sì, perché saper comunicare vuol dire, in primo luogo, saper ascoltare.Tutti gli articoli
La comunicazione è uno scambio continuo tra due o più persone. Se non si è capaci di ascoltare si interrompe sul nascere il processo comunicativo.
Una delle prime cose che si devono imparare della comunicazione quindi è quella di porsi nella condizione migliore di ascoltare, ciò significa “non alzare barriere ma abbassare ponti” verso l’altro interlocutore; essere disponibili allo scambio di opinioni, anche se diverse dalle proprie; garantire, nel rispetto dei ruoli, un confronto su un piano paritario; allontanare la tendenza ad avere pregiudizi.

“La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione”, (Carl Rogers)

L’altro punto chiave della comunicazione è l’osservazione.

“Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare”, (Paul Watzlawick)

Se infatti ascoltare ci permette di afferrare le parole che l’interlocutore ci trasmette, guardare ci consente di comprendere molte altre cose che l’interlocutore volontariamente o inconsapevolmente ci sta trasmettendo.
La comunicazione avviene attraverso tre diverse modalità:

  • Verbale
  • Para verbale
  • Non verbale

La comunicazione verbale è caratterizzata dal linguaggio sonoro e scritto.

La comunicazione para verbale dalle varianti possibili di:

  • Tono
  • Ritmo della parlata
  • Pause
  • Volume

Se dico “bravo, bel lavoro” queste semplici tre parole, a seconda di come le dico e del contesto, possono voler dire che sono veramente soddisfatto del lavoro che hai fatto o che tutt’altro hai fatto un pessimo lavoro e che non sono affatto contento.

Se affronto un argomento che mi mette in difficoltà, di cui non ho piacere raccontare probabilmente il tono della mia voce sarà dimesso e il volume basso.

Questa è la comunicazione para verbale.

La comunicazione non verbale invece è rappresentata da tutti i movimenti del corpo:

  • La prossemica (distanza fra le persone)
  • La postura
  • La gestualità delle braccia, come sono posizionate rispetto al corpo, il modo di tenere le mani
  • La mimica facciale, le smorfie, l’espressione e altri micro segnali della faccia
  • Il movimento degli occhi; dove va lo sguardo
  • La stretta di mano, il contatto volontario o involontario

L’efficacia della comunicazione deriva da un buon equilibrio fra le 3 modalità comunicative.

La fretta e la frenesia di tutti i giorni ci fanno “ascoltare”, quasi prevalentemente, il linguaggio verbale o para verbale. Il consiglio è quello di esercitarsi il più possibile invece ad osservare le persone mentre parlano, senza ascoltare quello che dicono, cercando di capire il senso del discorso, l’umore degli interlocutori, le modalità di svolgimento e gli atteggiamenti espressi attraverso il linguaggio del corpo. Se infatti la comunicazione verbale deriva dalla volontà e dalla logica, la comunicazione para verbale, e ancor più quella non verbale ha origini più profonde e legate alle emozioni ed è molto più difficile da mascherare o dissimulare. Un buon osservatore è capace di andare oltre il senso letterale delle parole e comprendere invece il loro vero significato.

“La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto”, 

(Peter Drucker)

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