LA FIDUCIA NELLA LEADERSHIP

Il leader è un capo, un direttore di orchestra, un condottiero moderno che guida i suoi “uomini” verso il raggiungimento degli obiettivi.

Non esiste un leader senza obiettivi perché gli obiettivi sono la sua ragione di essere leader.

Oggigiorno le qualità che un leader deve possedere sono molteplici e nel tempo si sono evolute da un livello prettamente conoscitivo/pratico ad uno più complesso ed emozionale. D’altronde si è evoluto tutto il contesto in cui le aziende operano, la società è cambiata; i bisogni delle persone sono diversi da quelli del secolo scorso.

La competenza di un leader sta in diversi fattori, alcuni già presenti in passato, alcuni del tutto nuovi:

  • CONOSCENZA: Sapere
  • CAPACITA’: Saper Fare
  • COMPORTAMENTI: Saper Essere
  • SENTIMENTI ED EMOZIONI: Saper Sentire (Empatia)

I primi due livelli di competenza sono abbastanza intuitivi: chi guida deve avere conoscenze sia teoriche che pratiche di ciò che riguarda il proprio ambito. Questi due livelli però non sono più sufficienti per una gestione consapevole ed efficacie delle persone all’interno di una azienda di successo, anzi è importante che ci sia il coinvolgimento attivo del “capo”, nel suo essere e nel comprendere le emozioni proprie ed altrui.

La fiducia rientra nel “Saper Essere”. La fiducia è un sentimento che si costruisce nel tempo e necessita di coerenza, rispetto, stima.
Pensiamo ad un condottiero prima della battaglia (immaginate Giulio Cesare in Gallia), che incita i suoi uomini al coraggio; quanto più gli uomini si fidano di lui e tanto più le sue parole avranno effetto su di loro, si sentiranno motivati a combattere e raggiungere l’obiettivo indicato, pur mettendo in gioco ciò che hanno di più prezioso, la vita. Gli uomini danno il massimo se hanno fiducia in chi li guida e sentono su di loro la sua fiducia.
Questo sentimento infatti deve essere reciproco, il suo consolidamento avviene “sinergicamente”, si alimenta vicendevolmente.

Per esperienza personale chi guida un gruppo di lavoro deve essere sincero, essere se stesso, non indossare maschere ma saper mettersi in gioco su tutti i fronti, perché ciò di cui hanno bisogno le persone è di potersi fidare. Non c’è niente di peggio che far sentire le persone raggirate, usate, imbrogliate. Si rischia di compromettere definitivamente ogni futuro legame.
Ho conosciuto persone che in azienda erano dei meri automi, che non mettevano nel proprio lavoro alcuna partecipazione; col tempo, con pazienza e dimostrando loro coerenza e rispetto, hanno iniziato a fidarsi, timidamente a prendere iniziative e, spronati dalla fiducia in essi riversata, provare interesse e passione verso ciò che facevano. Ho potuto sperimentare quanto sia costruttivo far sentire le persone partecipi di un progetto più ampio, far capire loro gli obiettivi aziendali e le motivazioni che li hanno originati; ho visto cambiare atteggiamenti quando è stato capito che tutti potevano stare dalla stessa parte e lavorare in gruppo per un obiettivo comune.
Vorrei concludere con una citazione che condivido e considero assolutamente veritiera:

“Nelle relazioni in cui c’è un alto livello di fiducia, puoi anche dire la cosa sbagliata e il tuo interlocutore ti capirà lo stesso, invece quando il livello di fiducia è basso, puoi anche essere preciso e dettagliato ma spesso verrai frainteso.” STEPHEN M.R. COVEY

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